MCC e gli spazi

Ogni tanto curioso nelle barrelaterali dei blog altrui per decidermi a mettere qualche strumento utile su bolsoblog.

Mi affascina l’idea della nuvola di parole e anche la nuvola dei tag e per questo mi è caduto l’occhio sulla widget di MCC.

Sembra proprio che Marco ci tenga a spaziare le parole per bene… ๐Ÿ™‚

A parte questo zoomclouds vale un giro di prova.

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Conflitto di interessi

– Papà papà, hai finito di leggere li’?
– Sì, arrivo…
– Dai, giochiamo, vieni (tirandomi la mano), Papà gioca con me, tutti insieme (ho in braccio Ulisse), gioca anche tu (voce incrinata)…

Basta feed rss per oggi… ๐Ÿ™‚

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Scoregge barbariche

Non so come si chiami quello spot-lampo che viene prima degli spot, quello che funge da sigla dell’interruzione pubblicitaria. Caratteristica di questi bignami-spot è di avere intorno una cornicetta che ricorda le insegne della rete e/o della trasmissione che li ospita e di essere esageratemente martellanti.

Se io fossi il committente dello spot o l’autore della trasmissione ospite ci penserei bene prima di rendermi così odioso.

Orbene, giusto ieri sera guarda che succedeva da Daria, (quella delle invasioni, non la mia metà che regolarmente si dissocia); c’era finale di dibattito fra blogger donne e poi l’annuncio del segmento successivo:

Daria: Tra poco… Corrado Augias!
– Musichetta de Le Invasioni Barbariche
– fotografia di Corrado Augias con espressione seria e proverbiale aplomb
– Scoreggia di un ormai noto scoiattolo (minispot)
– Solita raffica di spot

Il programma riprende, Augias dà un’interessante intervista, condotta con il consueto stile e l’immancabile aplomb, l’annuncio del segmento successivo segue lo stesso copione, vittima del peto, questa volta, un gruppo di giovani bambini scout.

Sorvoliamo sull’effetto ilarità che hanno le scoreggie in qualsiasi contesto (non mi nascondo dietro un dito, ci ho scherzato da quando ho memoria), sorvoliamo su facili ironie fra l’aplomb e il peto, lo scout bambino e il peto, etc. Consideriamo invece alcuni semplici fatti:

Nel cinema (quindi nella televisione) il montaggio è tutto. Questo lo diceva Eisenstein, ma più banalmente Blob o Striscia la notizia lo hanno diffuso fino all’ultima periferia del mainstream.
La televisione vive di accostamenti, i blog e la rete vivono di aggregazione, possibile che non risulti chiaro a prima vista che un accostamento di un elemento brutto ad elementi neutri o interessanti contamina anche questi ultimi?

Mi stupisco che stamattina la sequenza non sia già su YouTube, mi stupisco ancora di più che lo spot in questione abbia destato più ilarità che scandalo nella gente che conosco. Finora solo il pezzo della Litizzetto domenica scorsa da Fabio Fazio ha reso giustizia all’altissimo momento di brainstorming che deve esserci stato alla riunione dei creativi che hanno partorito questa idea.

Mi chiedo veramente chi abbia voce in capitolo nell’allestire una trasmissione. Chi può dire no ad uno sponsor che chiede di essere messo come minisigla martellante? E se arrivasse un produttore di bare o di armi che offre 10 volte tanto? O una catena di sexyshop che paga 50 volte tanto per vibranti piaceri?

Scusate, sto diventando troppo moralista, salute a tutti, mi inclino di 5 gradi a sinistra a scoreggio anch’io.

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Google Desktop for Mac

Stamattina i feed ribollono dell’annuncio di Google Desktop per Mac:

News: Google Desktop for Mac released:

Google has released a Mac version of its Google Desktop search tool.

(Via MacCentral.)

Solo che prima di aprire NetNewsWire, Twitterrific mi spalma la sua finestra trasparente con una serie di consigli alterni (provare poi cancellare GD) per poi approdare alla frase lapidaria di eio:

eio: uninstalled google desktop for mac. just because the fan went mad. and it usually stays shut. fsckit!:

(Via Twitter / BolsoBlog with friends..)

Credo che oggi avrò altre priorità, specialmente in vista di cambio di portatile e riformattazione di quello vecchio.

Ho anche il sentore che presto il nuovo slogan di Twitter sarà: resistance is futile.

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Prima di mandarlo a quel paese

Bagnasco, intendo, ho cercato a lungo una qualche considerazione che mi calmasse i bollori. Domenica c’era l’editoriale-monito di Scalfari ma oggi ho trovato questo:

“Poffarbacco!”:

Ci sono due modi per confermare la laicità dello stato (difendere no: non ci si difende da se stessi):

– dire alle agenzie: “bisogna confermare la laicità dello stato”
– fare le leggi come se lo stato fosse laico

Vedete un po’

(Via Wittgenstein.)

Grazie, Luca.

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Apple TV Has Landed

David Pogue stigmatizza la differenza di sempre fra i prodotti Apple e quelli del resto del mondo: il metro del numero di features vs. l’armonia dell’insieme con tutti i suoi limiti.

Apple TV Has Landed – New York Times:

In the end, these early attempts to bridge the gulf between computer and TV perfectly reinforce the conventional wisdom about Apple: Apple TV offers a gracious, delightful experience — but requires fidelity to Apple’s walled garden.

Its rivals, meanwhile, offer many more features, but they’re piled into bulkier boxes with much less concern for refinement, logic or simplicity.

(Via Luca Sofri.)

Con una variabile in più, questa volta: prima di proporre il prodotto, Apple ha fidelizzato legioni di utenti al download di miliardi di canzoni e non so quanti film e telefilm. Sta parlando ad un pubblico già formato e presente, senza fare la vox clamans.

Certo, se serve qualcosa per pleiare i divuix (o vedere i divecs come dicono i più fighetti), basta cercare altrove o tenersi il proprio iMac 20′ con la sua dotazione di telecomando, interfaccia di Front Row e aggiungere un pizzico di codec DivX ๐Ÿ™‚

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Domani al CitizenCamp

logo CitizenCamp

Come già annunciato su iBaby da iMamy domani cerchiamo di venire in truppa al CitizenCamp, il primo BarCamp raggiungibile geograficamente e compatibile con la nostra complicata situazione di bebè e caseconcantiere.

La presentazione forse nascerà stasera in treno, tornando da un altro convegno a Roma. Sarà la prima volta che non saremo dietro alle telecamere dello streaming ma davanti. Vedremo se ci arriveremo sani ๐Ÿ™‚

A domani.

Update: spero che venga Sergio Maistriello perché la nostra presentazione di iBaby prende le mosse dalla sua.

Mi piacerebbe anche incontrare Mante & Momo perché siamo troppo vicini per non esserci mai incontrati.

Oltre a jtheo, of course! ๐Ÿ™‚

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La rete favorisce il dialogo

Rispondere “sarebbe”cortesia:

Già, è tanto che non riguardo la pagina del blog che non mi ero nemmeno accorto che qualcuno aveva risposto al mio ultimo post (primo e al momento unico commento, per i chi si fosse perso).
Orbene, provvedo.

(Via PaperBlog.)

Conosco Antonio e Vincenzo da diversi anni ormai, prima per via informatica e poi per via personale. Era il 1998 quando aspettavamo Episodio I su it.fan.starwars e i due discutevano assiduamente, con una curiosa similitudine nello stile di quoting e di educatissima netiquette.

Più avanti ci siamo sentiti su mailing list (sempre a tema SW) e anche lì si notava lo stesso fenomeno. Infine siamo diventati anche colleghi di lavoro e nelle mail interne si ripete il pattern.

Che c’è di strano nel vedere due persone che si parlano codialmente in perfetto stile internettiano? Niente, a parte che i due sono fratelli e abitano a pochi piani di distanza nello stesso edificio. E sì che alle cene comuni si parlano anche per davvero!

Detto ciò confesso pubblicamente che facciamo chiamate di pausa-caffé da un tavolo all’altro via chat. Gioie e dolori dell’open space…

Joost: nuova release e nuovi inviti

Joost around the corner:

You might have heard some rumours in the last few days that we were about to release a flood of invites for Joost. It’s true that we are indeed scaling up for a much wider release… very soon, so keep an eye out here for updates over the next couple of weeks.

(Via The Venice Project Blog.)

Come promesso tengo d’occhio le novità di Joost e sono pronto a regalare inviti. Purtroppo dispongo ancora di zero inviti.

Non che mi abbia entusiasmato molto la piattaforma: è un oggetto chiuso i cui contentuti sono decisi da Joost e non dagli utenti; alcuni contenuti sono già visti i documentari del National Geographic già presenti nei podcast di iTunes.

E’ interessante tuttavia vedere l’evoluzione di questa idea e il migliorare delle performance al crescere della base di utenti, come da logica p2p.

Update: ho appena fatto refresh dell’aggregatore e mi è comparso questo post:

Last call for beta test on joost.com:

We’re reaching another big milestone this week. After months of testing with many thousands of users, we’re ready to move Joost on to the next stage of its development.

In preparation for this we’re closing down applications for the beta testing program on the website at the end of Thursday (GMT). Between this time and the public availability of Joost, access will be by invitation from beta testers only.

(Via The Venice Project Blog.)

Ciò significa che fino a giovedi 22 marzo 2007 è possibile iscriversi al programma di beta test dal sito di Joost, in seguito si potrà entrare solo dietro invito.

Affrettatevi!

Update: Joost ha fornito 999 inviti. Chiudo i commenti. Altre richieste nel nuovo post su Joost.

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